Sono nato a Bergamo il 6/10/1978

Ho mosso i primi passi nell'atletica durante le scuole medie, in un gruppo di avviamento allo sport. Inizialmente ero stato dirottato verso le corse, poi direttamente verso il salto in alto, che era la mia specialità preferita. Ricordo ancora il mio primo salto di 1,30 al campo di Bergamo. Sono arrivato a migliorare fino a 1,55 in 3a media, ma poi, per problemi di tempo con la scuola, ho abbandonato un po' lo sport. I giochi studenteschi di terza superiore (16 anni), in cui con 1.90 ho vinto il campionato provinciale scolastico con il nuovo record, mi hanno dato sicuramente una grande motivazione a riprovare questa strada, sebbene poi alla fase regionale mi sono piazzato solo 2° con 1.88. I dirigenti dell'Atletica Bergamo ' 59 mi contattarono x entrare a fare parte della loro squadra e da lì è iniziata la mia carriera di saltatore in alto. Le prime gare mi hanno visto sempre intorno a misure da 1.80 - 1.85 e solo verso la fine dell'anno ho valicato 1.94 del minimo x i campionati Italiani. L'inverno seguente (
1996), su consiglio dei preparatori dell'Atletica Bergamo, sono stato indirizzato presso il centro di Caravaggio, in cui era presente un tecnico molto preparato nella specialità : Orlando Motta, che al momento seguiva anche il primatista provinciale di salto in alto Maroni Pierangelo (2.15). La distanza da Caravaggio (circa 25 Km) non favoriva di certo un impegno costante, infatti i primi tempi svolgevo 2 sedute di allenamento a Caravaggio e 2 a Bergamo. I primi risultati si sono visti subito con un 2.05 la stagione successiva. A questo punto però si era di fronte a un bivio: o decidere di puntare alto e allenarsi quotidianamente a Caravaggio, oppure continuare a praticare sport a livello dilettantistico . La decisione di continuare fu presa con i miei genitori e i vertici della società. Gli impegni settimanali diventarono 5 - 6 e tutti seguiti passo x passo dai miei allenatori. I progressi si sono visti già dalla stagione indoor (1997) con 2.11 che mi ha permesso di partecipare x la prima volta ai Campionati Italiani Assoluti Indoor e con 2.09 conquistando il titolo di Campione Italiano Junior Indoor. La stagione all'aperto è proseguita sulla buona strada, anche se l'obiettivo principale , gli Europei Junior, vennero mancati x un soffio: infatti, a fronte di un minimo di partecipazione di 2.14 , ho superato in una gara a Bergamo l'asticella a 2.16, ma con 2 giorni di ritardo rispetto all'ultima data utile. In questa stagione comunque ho preso parte alla mia prima nazionale di categoria in un incontro Internazionale in cui mi sono piazzato 4° con 2.11 e vincendo un meeting a Lamballe (FRA) con 2.12. Nella stagione successiva (1998) per la prima volta sono riuscito a valicare il muro dei 2.20 nei societari di Modena e ripetermi poco dopo con 2.21 nel meeting di Malles. In questa stagione un 2.16 alla prima prova mi è valso il 6° posto ai Campionati Italiani Assoluti di Roma. Questa buona serie di risultati mi poteva consentire di entrare a far parte di un gruppo sportivo militare, che mi avrebbe dato la possibilità di praticare atletica da professionista. Sono rimasto in contatto con i Carabinieri x parecchi mesi, ma l'incorporamento non è mai avvenuto, a causa di una miopia. Purtroppo il tutto si era concretizzato i primi di gennaio, in modo da non poter fare il rinvio del servizio militare (che avrei potuto fare, in quanto universitario). Per fortuna la situazione si è salvata con l'intervento dell'Aeronautica Militare, che mi ha arruolato nel suo gruppo sportivo x svolgere l'anno di leva. Il 1999 è stato sicuramente un buon anno, che mi ha visto trionfare oltre che ai campionati nazionali universitari anche ai campionati Italiani promesse e con il primo podio ai Campionati Italiani assoluti (2° con 2.19). Un buon 2.22 nella seconda fase dei societari e un 2.23 nel meeting internazionale di Torino mi hanno garantito la partecipazione ai Campionati Europei Promesse, anche se le forti tensioni che accompagnano queste manifestazioni non mi hanno fatto esprimere al meglio, infatti sono risultato il primo degli esclusi dalla finale con il 13° piazzamento. Nell'ottobre dello stesso anno è arrivato il trasferimento nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, che mi avrebbe garantito un futuro da professionista. L'anno seguente (2000) però fu un annata particolarmente sfortunata, infatti fu parecchio condizionata da una pubalgia che tardava a passare, dopo varie esperienze da svariati medici ho trovato finalmente una strada che sembrava funzionare, ma la possibilità di saltare senza problemi mi si affacciò soltanto a fine stagione. Gli strascichi della pubalgia si protrassero anche nella preparazione della stagione successiva (2001), che mi vide in campo più x superare i problemi che erano stati creati dall'infortunio e x riacquistare confidenza con le pedane. Dopo un discreto 2.21 alla notturna di Milano, alcuni problemi ad un piede mi condizionarono il resto della stagione. Grazie alla collaborazione del presidente Ferri della società che mi ospita x gli allenamenti (Libertas Caravaggio) e del mio tecnico Orlando Motta si riuscì a montare un impianto indoor appositamente x alto e asta nel palazzetto adiacente al nostro campo di allenamento. Questo mi consentì x la stagione successiva di poter puntare anche sulla stagione indoor finora trascurata a causa dell'impossibilità di fare allenamenti tecnici date le temperature proibitive e la mancanza di impianti nel nord-Italia. Il 2002 si configurò subito come la stagione della riscossa, dopo un inverno preparato con Motta a migliorare tecnicamente .Infatti le gare indoor mi diedero la possibilità di esprimermi, concretizzando nel Record Italiano Indoor con 2.30 l'inizio di una nuova fase della mia evoluzione tecnica. Si aprirono le porte x i campionati Europei Assoluti di Vienna, dove con 2.22 risultai il primo degli esclusi dalla finale. Sicuramente questo risultato mi aveva dato una grande carica di energia e di ottimismo x il futuro, ma ora però bisognava confermare certi risultati (poiché il miei record prima del 2.30 erano 2.17in e 2.23 Out), perché altrimenti sarebbe stato solo un fuoco di paglia. Dopo un 2.21 come prima gara arrivò un buon 2.26 a Funchal (Por) seguito da un 2.24 a Nembro. Gli Europei di Monaco segnarono il mio primo ingresso in finale in una grande manifestazione, ma le condizioni climatiche avverse non mi aiutarono ad andare oltre il 9° posto. Dopo gli europei, la voglia di rivincita mi portò fino a 2.28 nel meeting di Avezzano e a ripetersi a 2.25 a Rieti e 2.26 ai societari di Pescara, che contribuì a portare allo scudetto il mio Club , le Fiamme Gialle. Questa buona serie di risultati mi portò al 23° Posto nella classifica mondiale come migliori risultati (World Ranking), con regolare attestato del "Top 30" della IAAF. Ed ecco arrivare il 2003. Con la stagione passata, garanzie di poter far bene ad alto livello erano arrivate e i riscontri erano tangibili anche in allenamento essendosi elevata molto la qualità del lavoro.La programmazione degli allenamenti era diventata ancora più meticolosa e devo ringraziare il mio tecnico Motta e anche Maroni che mi hanno dedicato tutto il loro tempo libero (e anche di più) x ottimizzare al meglio gli allenamenti. Nelle indoor abbiamo lavorato puntando esclusivamente sui campionati Italiani, per puntare poi sui mondiali: tutto è andato come previsto, infatti ai Campionati Italiani di Genova con 2.28 ho vinto il mio primo titolo italiano assoluto e ho staccato il biglietto x i Mondiali indoor di Birmingham. In quella occasione purtroppo la fortuna non mi fu alleata perché un problema al tallone di stacco non mi permise di volare sopra i 2.27 e il 2.25 alla seconda prova mi vide ancora una volta primo tra gli esclusi (11° totale), essendosi qualificati tutti gli altri con 2.25 alla prima.La stagione all'aperto è stata anche questa un escalation verso i campionati Italiani, visto che x la partecipazione ai Mondiali mi era stato chiesto ancora 2.30. Man mano ci si avvicinava alla gara la condizione fisica cresceva,con tutte le gare sopra il 2.20 e con un 2.27 al meeting di Nembro. Ai campionati Italiani ecco finalmente un'altra svolta: record dei campionati di 2.31 superato nettamente e 3 tentativi purtroppo vani al record Italiano di 2.34…sicuramente un'ulteriore iniezione di fiducia x il futuro. Dopo 2 settimane per preparare accuratamente i Mondiali eccomi finalmente a Parigi. La qualifica, seppur con un discreto risultato di 2.25 alla prima prova mi ha negato ancora una volta la finale x 2 cm. Purtroppo in queste gare bisogna dare ancora di più, spero che queste esperienze passate possano aiutarmi ad essere ancora più forte. Il 2003 comunque si è concluso con un 19° Posto nel World Ranking IAAF. La stagione 2004 è iniziata discretamente : dopo un raduno a Monaco dove mi ero trovato molto bene e con risultati eccellenti (2.25 in allenamento) la stagione indoor si è conclusa con 2.24 con un titolo Italiano indoor e una partecipazione ai Mondiali in sala a Budapest (Hun). Il 2004 però è stato anche l'anno in cui avevo programmato il mio matrimonio con Simona (23 Settembre 2004) e dopo un'inizio di stagione normale, con un 2.22 in Coppa Europa di Club a Mosca (Rus) i preparativi del matrimonio mi hanno portato via la concentrazione neccessaria x preparare una grande stagione Olimpica... infatti all'aperto è stato solo un susseguirsi di 2.20 (con un 3° posto agli Italiani) senza una misura che mi garantisse una buona conferma x la partecipazione Olimpica e così sono rimasto purtroppo a casa a vederle da spettatore, sebbene avessi comunque il minimo per partecipare. A settembre il matrimonio e una fantastica luna di miele in America & Messico ed eccoci a fine ottobre a ricominciare la preparazione. Ottimi risultati si sono visti fin dai primi giorni, infatti dentro di me cresceva la voglia di riscatto x la grande occasione perduta l'estate precedente. Il matrimonio mi aveva giovato, riuscivo a controllare meglio la dieta ed avevo una grandissima carica emotiva, data anche da mia moglie Simona che mi ha sempre aiutato in tutto. La prima gara del 2005 è a Caravaggio, con un 2.22 di introduzione, ma subito dopo a Hirson (Fra) la conferma della buona condizione con un 2.25 che mi garantiva la partecipazione ai Campionati Europei Indoor. Poi il 2.27 di Banska Bystika (Svk), il 2.24 di Tampere (Fin) e il 2.26 di Ancona mi confermavano le grandi potenzialità di quest'inverno. Tutto si è concretizzato nei Campionati Europei di Madrid (Spa), dove con una fantastica qualificazione salivo fino a 2.30 tutto al primo tentativo ed in finale il giorno seguente ho centrato un 6° posto sempre con 2.30 e con un pizzico più di fortuna a 2.32 avrei potuto essere in medaglia. Il ritorno ad alto livello e con il minimo x i Mondiali di Helsinki già in tasca ora sto preparando una grande stagione all'aperto, conscio di essermi ripreso dai problemi dello scorso anno e dell'evoluzione tecnica e mentale che questi Europei Indoor mi hanno lasciato.

Ciao
Andrea Bettinelli


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